Vendetta di una donna sposata

Era il mese di gennaio, mi svegliai in tarda mattinata con una strana voglia in mezzo alle gambe, premesso che ho sempre amato il sesso di primo mattino anche se, con un marito molto impegnato per lavoro le mie scopate erano relegate alla sera. Quel giorno però la mia fighetta era più vogliosa del solito, quandi decisi di andare a trovare il mio bel maritino, nel suo ufficio per fargli una bella sorpresa ed assaggiare un po del suo bel cazzone. Luigi, ricopriva una carica importante in quella ditta, ed io lo stimavo molto, anche perchè lavorava sodo e poche volte, ritornava a casa.

Leccate di figa

Ero una bella donna, appariscente, alta snella, con un seno bello sodo ed un culo che faceva invidia alla Belen. Me ne accorgevo sopratutto quando camminavo per strada e sentivo addosso gli occhi di tutti i maschietti arrapati che incontravo, chissà cosa avrebbero voluto farmi. Mio marito era consapevole della mia bellezza ed ogni tanto mi confessava che si sentiva un pò geloso di tutti quegli sguardi vogliosi che avrebbero voluto spogliarmi. Gli dicevo sempre che ero la sua puttana, cosa che lo mandava su di giri. Spesso infatti, dopo avere fatto una passeggiata in centro rientravamo a casa super eccitati e lui in preda ad un attacco di gelosia mi prendeva e mi sbatteva sul divano dell’ingresso scopandomi e facendomi sentire che ero la sua donna.

In quel periodo avevo anche tagliato i capelli a caschetto, come il personaggio, dei fumetti Valentina e li avevo neri corvino. Una fantasia erotica del mio bellissimo marito che assecondavo con piacere.

Come potete capire l’intesa con lui era al top, stavamo bene, scopavamo alla grande, lui mi soddisfava ed io amavo farlo godere ad ogni occasione. Per questo rimasi notevolmente sconcertata quando accadde quello che mi sto apprestando a raccontare.

Mi truccai decisa a farmi bella per lui, indossavo dei jeans attillati a vita bassa che evidenziavano le forme del mio culetto, una camicetta bianca dalla quale si intravedeva il mio seno prorompente, indossavo scarpe con tacco 12 ed ero truccata in modo provocante…

Mogli pompinare

Il mio obiettivo era chiaro, sedurre mio marito e farmi sbattere sulla scrivania del suo ufficio.

Ricordo ancora quel freddo pungente sul mio visino delicato, nevicava molto, ma questo, non mi impedì di tornare indietro, anzi, il solo pensiero della scopata che mi sarei fatta da li a poco mi accese ancora di più facendomi sentire la fighetta sempre più bagnata.

La mia fantasia, viaggiava a mille, ero intenzionata, a fargli vedere, che bella moglie troia si era sposato. Avevo voglia del suo bel cazzone, me lo immaginavo mentre lo toccavo, lo accarezzavo, lo succhiavo prima di prenderlo e farmi scopare e inculare sulla scrivania.

Arrivai in ufficio salì le scale in silenzio, senza usare l’ascensore per non far rumore, volevo fargli una bella sorpresa presentandomi inaspettatamente davanti a lui vestita come una vera zoccola. Sotto, indossavo una lingerie bianca, molto sexy e provocante.

Avevo la fighetta liscia e depilata e non vedevo l’ora che me la leccasse come solo lui sapeva fare, affondando la sua lingua dentro di me, stimolandomi il clitoride mentre le sue abili dita mi esploravano ogni punto della mia fighetta e del culo, ormai la mia eccitazione si faceva sentire con un battito di desiderio sempre più intenso, quasi estenuante.

Moglie inculataMi avvicinai alla porta dell’ufficio, semi chiusa, quandi iniziai a sentire dei gemiti di piacere provenienti proprio dall’ufficio di mio marito.

Rimasi un attimo stordita, senza sapere cosa fare, decisi comunque di aprire quella porta in preda ad una eccitazione mista ad una sensazione di paura per quello che avrei visto.

Entrai improvvisamente e, quello che vidi fu orribile: mio marito, appoggiato alla scrivania che si faceva inculare da un cliente. Riconobbi anche colui che lo stava penetrando nel culo, un cliente storico con il quale lavorava da anni. Era stato anche a cena da noi e ricordo ancora i suoi occhi che non si staccavano dalle mie belle tette e mio marito che, a fine serata, si dichiarò pazzo di gelosia e mi prese in cucina sbattendomi contro il muro e inculandomi violentemente fino a farmi godere con il suo cazzo nel culo.

In quel momento il terrore mi assalì, i due mi videro ma non fecero in tempo a dire nulla, infatti io scappai, presi la macchina, e vagai per diverse ore senza meta. Ero arrabbiata, furibonda, questo da lui non me lo sarei mai aspettato. Iniziai a pensare a quante volte fosse successo, a quante inculate si erano consumate su quella scrivania, visto che il cliente lo frequentava da parecchio tempo. Iniziai a pensare a mio marito che spompinava il cliente, alle posizioni con le quali si sfondavano il culo, al cliente che sborrava in faccia a lui. Insomma iniziai a fantasticare e con più pensavo con più una sensazione di rabbia mista ad eccitazione si faceva breccia dentro di me.

More inculate

Non sapendo cosa fare decisi di andare da suo fratello a raccontargli l’accaduto, avevo bisogno di una voce amica, di una persona fidata con la quale confidarmi, di qualcuno che mi potesse consigliare su come comportarmi in una situazione particolare come questa.

Una volta arrivata trovai suo fratello appena uscito dalla doccia a petto nudo e mi precipitai, piangendo tra le sue braccia in  cerca di conforto, mentre cominciai ad avvertire uno strano calore proveniente dalle mie parti più intime. Singhiozzavo ininterrottamente, e non mi ero accorta, che alcuni bottoni della camicetta si erano aperti, mostrando palesemente il mio seno, e lui mi fissava proprio li, quasi incantato da quei due grossi meloni sodi con due capezzoli turgidi che sembravano ambire ad una lingua che li leccasse e stimolasse.

Passarono pochi secondi e le sue mani erano già in mezzo alle mie tettone mentre la sua lingua calda si era insinuata nella mia bocca vogliosa. In quel momento capì che, nonostante tutto, la mia voglia di cazzo non si era placata, anzi, mi sentivo particolarmente eccitata e desiderosa di godere come non avevo mai provato prima.

Iniziai ad accarezzare il suo corpo scolpito, sentivo il suo respiro cambiare e diventare sempre più rapido ed affannato, capì che mi stava desiderando, ed io desideravo lui. Ormai avevamo superato la soglia, inutile tornare indietro, pensai, tanto vale farmi una bella scopata alla faccia di quel frocio di Luigi.

Iniziai a leccarlo sul collo mentre sentivo il profumo della sua pelle, era cosi eccitante, che mi sentivo le mutandine fradicie di umori. Ed ecco che mio cognato mi strappò con foga i bottoni dalla camicetta lasciandomi a seno nudo, poi mi calò pantaloni, scostando con le dita i bordi delle mutandine per infilarmi la linga in figa iniziando a leccare la mia intimità con una voglia, una passione ed un desiderio mai sentito prima.

Mi confessa che erano anni che desiderava leccarmi la figa, che voleva farmi vedere cosa può fare un vero uomo con la bocca, nel frattempo insisteva stimolandomi il clitoride con la punta della lingua mandandomi in estasi, e ad ogni mio gemito lui affondava sempre più la lingua all’interno delle grandi labbra assaporando tutto il sughetto che intanto fuoriusciva dalla mia figa bagnata. In quel momento sentivo che ero super eccitata, la mia fighetta depilata era un lago ed i miei umori non facevano altro che arrapare sempre di più mio cognato dalla lingua d’oro.

Sborrate in faccia

Ero completamente fuori controllo, gli tolsi con foga i pantaloni ed ecco svettare un cazzo veramente enorme e bello duro. Mio marito era ben dotato lo ammetto, ma quello che avevo davanti agli occhi in quel momento era un uccello veramente grosso, lo guardai duro e pulsante di desiderio, la cappella gonfia e lucida, le palle sode e belle gonfie, quell’asta ricca di nervi che svettava come un obelisco e sembrava non finire mai. Era deciso, lo volevo dentro di me.

Mi misi in ginocchio e presi in bocca quell’enorme cazzo, iniziai a leccarlo, all’inizio lentamente, partendo dalle palle per poi risalire lungo l’asta fino ad arrivare alla cappella. Una volta raggiunta la punta del cazzo spalancai la bocca voracemente ed ingoiai quel grosso dardo fino in fondo alla gola, intanto sentivo i suoi gemiti di piacere mentre mi affondava il suo cazzone in fondo alla mia bocca golosa e vogliosa.

Sono sempre stata un’artista del pompino, una bocchinara nata, questo me lo diceva sempre quell’ormai cornuto di mio marito. Ricordo ancore che pensai tra me e me: “fatti pure inculare da chi vuoi ma questa lingua che assapora il tuo cazzo e ti fa sborrare te la scordi da ora in poi”.

Ero eccitata ai massimi livelli, ormai non ragionavo più con la testa ma solo con la figa. Intanto succhiavo imperterrita quell’enorme cazzo. Uno splendido pompino senza mani con lui che mi scopava in bocca violandomi senza ritegno in una pura estasi di piacere. Era super eccitato e mi assestava dei colpi di cazzo tra le labbra mentre io spalancavo sempre di più con la bocca completamente piena di quel fantastico uccellone.

Ad un tratto allontanò la mia bocca dal suo cazzo, mi prese e mi mise a pecorina sul letto. Capì che da li a poco avrei finalmente sentito quel cazzone dolomitico penetrarmi e sfondarmi la figa. Ero pronta a sentire quella cappella gonfia che si insinuava nella fighetta riempiendola.

Ma lui mi sorprese ancora una volta, sentì la cappella appoggiarsi nello stretto buchetto e, prima che me ne rendessi conto, con un bel colpo di reni eccolo che affondava il suo enorme dardo dentro il mio culo.  Così senza preliminari e senza tante pretese mi penetrò con il suo grosso cazzo nel culo fino alla radice fermandosi e chiedendomi: “Faccio male?”.

I primi secondi sentì il culo bruciare, ma lui era un vero inculatore professionista e restò fermo fino a quando il mio culo si rese conto di quell’enorme atrezzo che stava dentro di lui, iniziai a rilassarmi ed in pochi secondi il dolore inizio a trasformarsi in piacere. La mia risposta era scontata: “No, mi fai bene, ed ora sfondami, ho voglia di sentirmi violata dal tuo cazzo nel culo, ti prego inculami senza fermarti”.

Saranno state le mie parole, sarà stato tutto quel testosterone presente nell’aria, sarà anche che mi ero rivelata per quella vera troia che ero, fatto sta che il mio dolce cognatino iniziò a stantuffare con il suo cazzo inculandomi avidamente con colpi di reni degni di un vero uomo.

Continuò ad incularmi a lungo, con foga e intensità, mentre io gemevo di piacere, sentivo che mi stava trattando come una vera zoccola, ed in quel momento era così che mi sentivo, ne avevo proprio bisogno. Ad un certo punto estrae il cazzo dal culo e me lo pianta in figa facendomi urlare dalla goduria sbattendomi fino in fondo fino a farmi sentire le sue palle che sbattono sul clitoride mentre mi assesta dei colpi forti e intensi che mi fanno gemere come una cagna in calore.

Poi lo tira fuori dalla figa e me lo mette in bocca dicendomi: “lecca, succhia il mio cazzo, puttana bocchinara”. Sentirmi trattare da vera troia mi mandò ancora di più su di giri, sentivo che ero arrivata al culmine ed ero pronta a godere come la troia che ero.

Lo feci sdraiare e saltai letteralmente a cavalcioni su quel grosso randello, iniziai a muovermi su e giù per raggiungere l’apice del piacere, intanto le sue mani sui miei fianchi, mi strattonavano spingendomi sempre più forte sul suo cazzo facendomelo sentire fino in fondo all’utero. Pochi minuti ed iniziai a venire, non una, non due, non tre, ma tantissime volte, un orgasmo infinito, ed ogni volta che venivo, prendevo fiato per pochi secondi e ricominciavo a cavalcare godendo un’altra volta.

Non ricordo gli orgasmi multipli che ho avuto, so per certo che sono stati veramente tanti, sono venuta tantissime di quelle volte che ero ormai senza fiato, senza saliva, al limite dello svenimento. Giuro che non avevo mai goduto tanto intensamente e tante volte come quel giorno.

Ad un certo punto lui mi disse che stava per venire. Così non ci pensai due volte, mi misi in ginocchio, presi il suo cazzo gonfio e pulsante in bocca ed iniziai a pompare con le labbra e con la mia lingua che sfregava la cappella fin sotto al filetto, fino a quando un copioso fiotto di sborra non iniziò a riempirmi la bocca lasciandomi completamente con le labbra piene di sperma.

Sborrate in bocca

Una lunga sborrata che sembrava non finire mai, ed io prima assaporai il calore ed il sapore di quella tiepida sborra che mi riempiva, aprì le labbra per mostrargli la mia bocca aperta completamente piena del suo prezioso seme, ci giocai un po e poi ingoiai ogni singola goccia lasciandolo senza parole, mentre con la lingua ripulivo per bene quel grosso cazzone che mi aveva dato molta soddisfazione.

Pochi minuti dopo siamo andati sotto la doccia, e li abbiamo scopato ancora, avevamo il fuoco dentro ed ora sapevo che lui mi avrebbe riscaldato nelle lunghe notti d’inverno.